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Oro si attenua tra le incertezze in Medio Oriente
L’oro scende sotto i 4.550 dollari l’oncia, cedendo parte dei recenti guadagni in un contesto di forte incertezza. I mercati restano cauti nonostante le aperture del presidente Donald Trump verso possibili negoziati con l’Iran.
A pesare sono soprattutto le pressioni inflazionistiche e le aspettative di una politica monetaria ancora restrittiva da parte della Federal Reserve, che stanno limitando la domanda per il metallo prezioso.
[Fonte: Investing.com]
Oro e argento frenano, ma il trend di fondo resta rialzista
Oro e argento sono sotto pressione nel breve termine a causa dei timori d’inflazione, dell’aumento dei rendimenti e dei prezzi del petrolio in rialzo. L’oro rimane comunque all’interno del supporto tra $4.400 e $4.500, ma deve rompere sopra $5.000 per convalidare la prossima grande mossa rialzista. L’argento risulta più volatile e il livello di $72 è cruciale da monitorare come punto di partenza.
Nel complesso, la tendenza a breve termine di entrambi i metalli resta in fase di consolidamento, mentre la direzione generale rimane rialzista se i livelli di supporto chiave tengono.
[Fonte: FX Empire]
Oro chiude la settimana in calo: pesano i timori inflattivi legati al petrolio
Prezzi dell’oro in calo nelle negoziazioni odierne, con l’aumento del petrolio che torna ad accendere il rischio inflazione. Ma a pesare in modo particolare sul bene rifugio è lo scetticismo del mercato circa il taglio dei tassi d’interesse, che si prospettano elevati per un periodo prolungato.
[Fonte: Market screener]
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